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Archivio per la categoria ‘Argomenti vari’

Così

11 Gennaio 2008 10 commenti
- Mi sento come un puzzle completato e poi disfatto -
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Sulle ali di un sogno

8 Gennaio 2008 17 commenti
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Piange la pioggia

5 Gennaio 2008 7 commenti
Piange la pioggia
Seduta in riva al mare
ascolto le onde
che parlano sottovoce
alla pioggia.
Non dicono d’amore
né d’odio.
Sento l’odore
della sabbia
bagnata d’inverno
e aspetto il sole
che asciughi questi
vestiti inzuppati
di lacrime.
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Questo è un Natale…

24 Dicembre 2007 24 commenti
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Le pagine del cuore

18 Dicembre 2007 28 commenti
Il vento sfoglia
le pagine
di questa mia vita,
ma non c’è
inchiostro
su quei fogli
ad asciugare.
Tu non sei qui,
non posso viverti
nel quotidiano
divenire
di questo diario
chiamato cuore.
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Un senso

12 Dicembre 2007 30 commenti
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dell’amore e del dolore…

10 Dicembre 2007 9 commenti
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Un buon profumo

7 Dicembre 2007 19 commenti

Facciamo delle esperienze, nella vita,
che per il dolore che esse procurano,
senti di avere terra bruciata tutt’intorno.
E soffri da morire.
Ma se poi, un giorno,
vedi germogliare un piccolo fiore,
che spunta proprio da quella terra bruciata,
il tuo unico pensiero è quello di
nutrirlo e ricoprirlo di attenzioni
con tutta la dedizione di cui sei capace.
Quel fiore non è altro che il tuo sentimento
che profuma di nuovo d’amore.
Può essere rivolto a te, può essere rivolto a me,
può essere rivolto ad ognuno di noi.
Io so soltanto che
quando ti penso,
all’improvviso
sento un buon profumo.
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Fino a ieri

29 Novembre 2007 17 commenti
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Stella Matutina

26 Novembre 2007 9 commenti
 
C’era una volta un piccolo angelo che amava sporgersi dal parapetto del Paradiso e guardare in basso, verso la Terra. Era così lontana che non riusciva a vedere molto, ma continuava ad osservarla ugualmente, perso nei suoi pensieri. Gli altri angeli, curiosi, corsero a riferirlo alla Madonna. Un giorno la Madonna gli si avvicinò e gli chiese dolcemente: "Cosa fai qui, mio piccolo angelo?" Prendendo il coraggio a due mani, l’ngioletto rispose: "Mi piacerebbe scendere sulla Terra." "Sulla Terra? Non sei felice qui?" . "Si mia Signora, ma mi piacerebbe andarci a Natale, con Gesù Bambino. Un angelo grande mi ha detto che sulla Terra ci sono dei bambini simili a noi. Vorrei vederli e portare loro qualche dono". Poi tacque, senza osare alzare lo sguardo. Se lo avesse fatto, avrebbe visto la Madonna sorridere. Anche così, quando lei si allontanò, il piccolo angelo sentì il cuore pieno di speranza. E quando giunse la Vigilia di Natale, fu l’unico angelo scelto per accompagnare Gesù Bambino. La Madonna in persona gli riempì il cesto di regali, belli da vedere e deliziosi da mangiare. Appena calò la notte, Gesù Bambino salutò la madre e, preso per mano il piccolo angelo, partì per la Terra. Gesù non aveva ali, eppure volava più veloce degli angeli, che lo seguivano carichi di regali. Scivolarono lungo la notte scura, lasciandosi dietro una scia di polvere dorata. La Terra si avvicinava, e l’angioletto riuscì a distinguere il mare agitato, poi una foresta di pini, che si stagliavano neri contro la neve, e infine il campanile di un villaggio. Gesù Bambino disse: "Ecco il villaggio: troverai molti bambini buoni. Baciali per me, ma gentilmente, in modo che non si sveglino, e lascia loro i doni. Ma quando le prime stelle cominceranno a impallidire, torna veloce in Paradiso". Il piccolo angelo promise di obbedire e Gesù proseguì per la sua strada. Il piccolo angelo entrò nelle case e vide i bambini addormentati: dai loro visi riusciva a distinguere i buoni dai meno buoni. Sulla fronte dei primi depose un bacio in nome di Gesù, e su quelli dei secondi lasciò cadere una lacrima. Non trovò alcun bambino veramente cattivo, ma se fosse successo avrebbe pianto molto. Quando le prime stelle cominciarono a impallidire il suo cesto era vuoto, e il piccolo angelo si accinse a tornare in Paradiso. Dall’alto, dopo che ebbe spiccato il volo, vide una casetta scura e nascosta, che non aveva notato prima."Speriamo che non ci siano bambini" pensò preoccupato, tornando indietro e spiando dalla finestra. E invece ce n’era uno, addormentato su un mucchio di foglie e riparato solo da una lacera coperta. Il piccolo era così bello che l’angelo si avvicinò per vederlo meglio, e comprese che il bambino era molto buono: diceva le sue preghiere e aiutava la madre povera. Nel sonno tremava dal freddo: in casa non c’era legna per accendere il fuoco nè per scaldare una minestra. La madre era andata alla Messa di Mezzanotte per chiedere aiuto a Gesù Bambino. Il piccolo angelo vide tutto questo e mentre frugava nel fondo del cesto le lacrime gli rigavano le guance. Se solo ci fosse stato un frutto, o un dolce, ma non era rimasto più niente. Non aveva nessun dono per lui, tranne il bacio nel nome di Gesù, che il bambino non avrebbe ricordato. Gli angeli hanno il potere di far sognare la gente, ma sarebbe stato crudele far sognare belle cose a questo bambino, per poi lasciarlo, al risveglio, a mani vuote nel freddo pungente. L’angelo riflettè su tutto questo, e dal profondo del cuore chiese aiuto alla Madonna. Poi guardando il cielo oltre la finestra, ebbe una magnifica idea: volò veloce verso la prima stella che brillava nel firmamento, e tornò subito dopo, stringendola delicatamente tra le dita. La depose con cautela nel focolare, e da lì la stella illuminò la misera capanna con il suo gioioso splendore, e scaldò l’acqua della pentola, che cominciò a emanare un profumo delizioso. Le stelle conferiscono infatti all’acqua un meraviglioso aroma di latte e miele, cioccolato e altre cose deliziose. L’angioletto abbracciò il bimno e volò via dalla finestra, perchè Dio non permette agli angeli di farsi vedere sulla Terra. Quando si svegliò il bambino vide la stella splendente nel focolare e sua madre, stupefatta, sulla soglia di casa. Nel frattempo il piccolo angelo stava volando in Paradiso più veloce che mai: cominciava infatti ad albeggiare. Quando arrivò gli angeli erano tutti intorno alla Madonna, in attesa del ritorno del Figlio. Mentre attraversava il grande cancello dorato, il piccolo angelo si voltò indietro e si fermò di botto: in basso, nel ricamo di stelle che ornava il cielo blu, c’era uno spazio vuoto. Volando verso l’alto, Gesù Bambino non l’aveva notato, ma Dio l’avrebbe visto subito e avrebbe chiesto con voce severa chi l’avesse fatto. E il piccolo angelo non avrebbe potuto piùù tornare sulla Terra a vedere i bambini. Prima, non era riuscito ad essere gentile con tutti loro, e poi, per rimediare, aveva osato disfare l’opera divina. Il piccolo angelo rimase singhiozzando sulla scalinata, e il suo pianto attrasse l’attenzione della Madonna. Lui non riuscì a spiegare la ragione delle sue lacrime, ma indicò il buco che spiccava nel ricamo di stelle composto da Dio, e la Madonna comprese. Sapeva tutto dei bambini  e potè vedere il bambino povero e la madre intenti a mangiare la minestra dal gusto dolcissimo. Staccò una delle stelle che ornavano il suo manto e la porse al piccolo angelo. "Vai" gli disse "e rimettila a posto. Io ti aspetterò" E benedisse le sue ali perchè potessero volare più in fretta.Poco dopo il piccolo angelo ritornò felice in Paradiso: in basso, vicino alla Terra, brillava la stella della Madonna. Era la più bella delle altre, così splendente e luminosa che il Signore di certo la riconobbe. Ma non disse nulla: dopotutto non era il caso di rimproverare la Madonna! Sulla Terra anche gli uomini la riconobbero, e la chiamarono Stella del Mattino, Stella Matutina. E’ la prima stella ad apparire e l’ultima a spegnersi ed è più grande e più bella di tutte le altre, perchè è la stella della Madonna .
 
Marylis 
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